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\title{Geometria I}
\author{AlpT (@freaknet.org)}
\begin{document}

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\maketitle{}

\pagebreak
\begin{small}
  Copyright \copyright 2007 Andrea Lo Pumo aka AlpT $<$alpt@freaknet.org$>$. All rights reserved.

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\clearpage
\tableofcontents
\clearpage
\pagenumbering{arabic}

\section{Geometria piana}
\subsection{Segmento}
Dato il punto $A\equiv (x_1, y_1)$ e il punto $B\equiv (x_2, y_2)$, la distanza
$\overline{AB}$ e' pari a
\[
\overline{AB} = \sqrt{(x_1-x_2)^2+(y_1-y_2)^2}
\]
Le coordinate del punto medio M del segmento AB sono:
\[
M\equiv \left(\frac{x_1+x_2}{2}, \frac{y_1+y_2}{2}\right)
\]
\subsection{Retta}
Una retta, nella geometria analitica, puo' essere definita come l'insieme dei
punti che soddisfano un equazione del tipo $ax+by+c=0$, dove $x,y$ sono le
variabili. Esistono due forme per esprimere l'equazione di una retta:
\begin{align*}
	& ax+by+c=0 \;\textrm{ equ. generale o implicita}\\
	& y=mx+n \;\textrm{ equ. esplicita}
\end{align*}
Le equazioni esplicite non possono descrivere rette nella forma $ax+c=0$.\\
Quindi una retta $r$ nel piano e':
\[
r= \{ (x,y) \in \mathbb{R}^2\;|\;ax+by+c=0 \}
\]
\subsubsection{Distanza punto-retta}
Dato il punto  $A\equiv (x_1, y_1)$ e la retta $r:\;ax+by+c=0$, la distanza da
$A$ a $r$ e' la lunghezza del segmento perpendicore a $r$ che ha un estremo in
$A$, analiticamente:
\[
d(A,r) = \frac{|ax_0+by_0+c|}{\sqrt{a^2+b^2}}
\]
\subsubsection{Distanza retta-retta}
Se abbiamo due rette $r\parallel s$, possiamo calcolare la loro distanza.\\
Sia $r:\;ax+by+c=0$ e $s:\;a'x+b'y+c'=0$, poiche' sono parallele, $(a,b)$ e'
proporzionale a $(a',b')$ (vedi \ref{parallelismo}).\\
Dato che $(a',b')=k(a,b)$, possiamo riscrivere
$s$ come:
\[
a'x+b'y+c'=0\;\Leftrightarrow
\;\frac{a'}{k}x+\frac{b'}{k}y+\frac{c'}{k}=0\;\Leftrightarrow \;ax+by+c^*=0
\]
allora la distanza $d(r,s)$ e'
\[
d(r,s)=\frac{|c-c^*|}{\sqrt{a^2+b^2}}
\]
La dimostrazione consiste nel prendere un della retta $r$ e applicare la
formula della distanza punto-retta con la retta $s$.
\subsubsection{Condizioni di parallelismo}
\label{parallelismo}
Prendiamo due rette $r,s$ definite dalle equazioni $ax+by+c=0$,
$a'x+b'y+c'=0$. E calcoliamo la loro intersezione:
\[
r\cap s = \{ (x,y) \in \mathbb{R}^2\;|\;ax+by+c=0\land a'x+b'y+c'=0\}
\]
che quindi equivale al sistema:
\[
\begin{cases}
	ax+by+c=0\\
	a'x+b'y+c'=0
\end{cases}
\]
Le matrici incompleta e completa del sistema sono:
\[
A=\begin{pmatrix}
	a&b\\
	a'&b'
\end{pmatrix},\;\;C=\begin{pmatrix}
	a&b&-c\\
	a'&b'&-c'
\end{pmatrix}
\]
\case{
$|A|\neq 0$
} In questo caso, per il teorema di Cramer, il sistema ammette una sola soluzione $(\alpha, \beta)$, che
descrive il punto di intersezione tra $r$ e $s$.
\case{
$|A|=0$
} Qui abbiamo che $rk(A)=1$, perche' $rk(A)=0$ implicherebbe $a=0, b=0$, e
dato che $|A|=0$ non puo' essere $rk(A)=2$. Invece, per $rk(C)$ abbiamo due
ulteriori casi:
\[
rk(C)=\begin{cases}
	1\\
	2
\end{cases}
\]
Nel primo caso, per il teorema di Rouche-Capelli, abbiamo che esistono $\infty
$ soluzioni. Geometricamente, questo vuol dire che le due rette $r$ e $s$
coincidono, e quindi, per definizione sono parallele.\\
Nel secondo caso, il sistema non ammette soluzioni ($rk(A)\neq rk(C)$), quindi
le due rette non hanno nessun punto in comune, ovvero sono ancora parallele.\\

In conclusione:
\[
r \parallel s \;\Leftrightarrow \;|A|=0\;\Leftrightarrow \;ab'-a'b=0
\]
se le rette si possono scrivere in forma implita $y=mx+n,\;y=m'x+n'$, allora
la condizione diventa:
\[
r \parallel s \;\Leftrightarrow  \;m=m'
\]
cioe' se hanno lo stesso coefficiente angolare.
\\
Se abbiamo il punto $A\equiv (x_1, y_1)$ e la retta $r:\;ax+by+c=0$, per trovare
la retta parallela a $s$ parallela a $r$ e passante per $A$ basta scrivere
$a(x-x_1)+b(y-y_1)=0$ per ottenere la sua equazione.
\subsubsection{Condizioni di perpendicolarita'}
Date due rette  $r,s$ definite dalle equazioni $ax+by+c=0$, $a'x+b'y+c'=0$,
\[
r\perp s \;\Leftrightarrow \;aa'+bb'=0
\]
se le rette si possono scrivere in forma implita $y=mx+n,\;y=m'x+n'$, allora
la condizione diventa:
\[
r \perp s \;\Leftrightarrow  \;mm'=-1
\]
\\
Se abbiamo il punto $A\equiv (x_1, y_1)$ e la retta $r:\;ax+by+c=0$, per trovare
la retta parallela a $s$ perpendicore a $r$ e passante per $A$ basta
scrivere\\
$-b(x-x_1)+a(y-y_1)=0$ per ottenere la sua equazione.

\subsubsection{Equazioni parametriche}
\label{equrettaparam}
Dati due punti $(x_0,y_0),\;(x_1,y_1)$, l'equazione della retta passante per
essi e':
\begin{enumerate}
	\item Se $x_0\neq x_1,\;y_0\neq y_1$:\[
		\frac{x-x_0}{x_1-x_0}=\frac{y-y_0}{y_1-y_0}
		\]
	\item Se $x_0=x_1$:\[x=x_0\]
	\item Se $y_0=y_1$:\[y=y_0\]
\end{enumerate}
In ogni caso possiamo scrivere l'equazione della retta in forma parametrica:
\[
r:\;\begin{cases}
	x=x_0+k(x_1-x_0)\\
	y=y_0+k(y_1-y_0)
\end{cases}
\]
Per passare da una forma all'altra, basta introdurre o risolvere il parametro
$k$.\\
Possiamo aggiungere nel sistema un numero arbitrario di parametri,
introduciamo allora $h$:
\[
\begin{cases}
	x=x_0(1-k)+kx_1\\	
	y=y_0(1-k)+ky_1
\end{cases}\;\Leftrightarrow \;\begin{cases}
	x=hx_0+kx_1\\
	y=hy_0+ky_1\\
	h=1-k\;\Leftrightarrow\;1=h+k
\end{cases}
\]
a questo punto possiamo esprimere questo sistema usando le matrici:
\[
\begin{bmatrix}
x\\y\\1	
\end{bmatrix}=h\begin{bmatrix}
	x_0\\y_0\\1
\end{bmatrix}+k\begin{bmatrix}
	x_1\\y_1\\1
\end{bmatrix}
\]
Per convenienza:
\[
X=\begin{bmatrix}
	x\\y\\1 
\end{bmatrix},\;X_0=\begin{bmatrix}
	        x_0\\y_0\\1
	\end{bmatrix}\;X_1=\begin{bmatrix}
		        x_1\\y_1\\1
		\end{bmatrix}
\]
e quindi
\[
X=hX_0+kX_1
\]
Questa modo di esprimere l'equazione della retta e' chiamata ``forma
compatta''.
\subsection{Asse di un segmento}
Dati i due punti $A=(x_1,y_1), B=(x_2, y_2)$, l'asse del segmento $AB$ e' la
retta perpendicolare alla retta $AB$ e passante per il punto medio di $AB$.\\
Esiste un teorema che dice che l'asse e' il luogo dei punti equidistanti dagli
estremi del segmento, quindi se l'asse lo chiamiamo $r$ abbiamo:
\[
P\in r \;\Leftrightarrow \;PA=PB
\]
con $P=(x,y)$ analiticamente diventa:
\[
\sqrt{(x-x_2)^2+(y-y_2)^2} = \sqrt{(x-x_1)^2+(y-y_1)^2}
\]
e quindi elevando al quadrato e semplificando otteniamo l'equazione di $r$:
\[
r:\;\;2(x_1-x_2)x +2(y_1-y_2)y + x_{2} ^{2}  - x_{1} ^{2} + y_{2} ^{2} - y_{1} ^{2} =0
\]
\subsection{Bisettrice}
Date due rette $r,s$ di equazioni $ax+by+c=0$,$a'x+b'y+c'=0$, le
loro bisettrici $b_1, b_2$ sono quelle rette che dividono i due angoli che $r,s$ formano 
in parti uguali.
\begin{figure}[h]
	\begin{center}
		\includegraphics[scale=0.7]{fig/bis}
	\end{center}
	\caption{bisettrici}
\end{figure}
Le bisettrici sono caratterizzate dal luogo dei punti che hanno ugual distanza
da $r$ e da $s$. Quindi
\[
P\in r\lor P\in s \;\Leftrightarrow \;Pr=Ps
\]
analiticamente, con $P=(x,y)$:
\[
\frac{|ax+by+c|}{\sqrt{a^2+b^2}} = \frac{|a'x+b'y+c'|}{\sqrt{a^2+b^2}}
\]
per ``eliminare'' il valore assoluto basta considerare questa proprieta':
\[
|a|=|b|\;\Leftrightarrow \;a=b\lor a=-b
\]
e quindi si avranno due equazioni di rette, e piu' precisamente
abbiamo che $ Ax + By +C = 0$ rappresenta l'equazione delle bisettrice, con: 
\[ A = \frac{a}{\sqrt{a^2+b^2}} \pm \frac{a'}{\sqrt{a'^2+b'^2}},\ B =
\frac{b}{\sqrt{a^2+b^2}} \pm \frac{b'}{\sqrt{a'^2+b'^2}},\ C =
\frac{c}{\sqrt{a^2+b^2}} \pm \frac{c'}{\sqrt{a'^2+b'^2}}\]

\textbf{Osservazione}: se avessimo tolto il valore assoluto elevando al quadrato ambo i
membri, avremmo ottenuto un equazione di secondo grado del tipo
$ax^2+by^2+\dots$, ovvero una conica.
Questa conica descrive contemporaneamente tutte e due le bisettrici, ovvero
descrive $r\cup s$. Per
trovare le due equazioni sarebbe stato sufficiente risolvere ad una incognita.
Questa situazione e' un caso particolare di un fatto piu' generale: se abbiamo
un polinomio $f(x)$ che descrive una curva $c_1$ e un polinomio $g(x)$ che
descrive $c_2$, $f(x)g(x)=0$ e' l'equazione che descrive $c_1 \cup  c_2$
perche' $f(x)g(x)=0\;\Leftrightarrow\;f(x)=0\lor  g(x)=0$.

\subsection{Sistemi di riferimento}
\subsubsection{Traslazione}
Se abbiamo due sistemi di riferimento $xOy$ e $X\Omega Y$, con $\Omega \equiv
(a,b)$, dove $(a,b)$ e' un punto rispetto a $xOy$, le equazioni che legano i
due sistemi sono:
\[
\begin{cases}
	x=X+a\\
	y=Y+b
\end{cases}
\]
\subsubsection{Rotazione}
Se abbiamo due sistemi, aventi la stessa origine, l'uno ruotato rispetto
all'altro di un angolo $\Theta$, le equazioni che li legano sono:
\[
\begin{cases}
	x=X\cos \Theta - Y\sin\Theta \\
	y=X\sin \Theta + Y\cos\Theta
\end{cases}
\]
\subsubsection{Rototraslazione}
Possiamo combinare sia la traslazione che la rotazione (non importa in che
ordine), ottenendo:
\[
\begin{cases}
	x=a+X\cos \Theta - Y\sin \Theta \\
	y=b+X\sin \Theta + Y\cos \Theta
\end{cases}
\]
dove $xOy$ e $X\Omega Y$, con $\Omega \equiv
(a,b)$, sono i due sistemi di riferimento.

\section{Geometria proiettiva}
La geometria proiettiva e' l'estensione delle geometria affine (quella che
abbiamo considerato fino adesso). E' costruita aggiungendo la definizione di
punto improprio.
\begin{figure}[h]
	\begin{center}
		\includegraphics[scale=0.5]{fig/Drawing_Square_in_Perspective_2}
		\caption{La geometria proiettiva e' la geometria vista da un occhio}
	\end{center}
\end{figure}

\subsection{Punto improprio}
Limitiamoci a un piano. Associamo a ogni fascio di rette parallele del piano
un punto, che non appartiene al piano, e che chiamiamo punto improprio. In
altri termini, il punto improprio di una retta e' la sua direzione.\\
Se prendiamo allora tutti i punti impropri di un piano, nasce la retta
impropria, chiamata anche retta all'infinito:
\[
r_\infty = \{ \textrm{punti impropri del piano} \}
\]
Nella geometria proiettiva il V postulato di Euclide non vale piu', infatti,
non esistono rette parallele, dato che tutte le rette hanno un punto in comune
(o proprio o improprio). \\
Nella geometria affine si distinguono due casi di fasci di rette 
(il fascio di retta parallele e il fascio di rette passanti per un punto),
in quella proiettiva esiste solo il fascio di rette
che condividono uno stesso punto (o proprio o improprio).\\

L'insieme dei punti propri e impropri del piano $\mathbb{R}^2$
costituisce il piano proiettivo e si indica con $\P^2$
\subsection{Coordinate omogenee}
Per costruire la geometria analitica proiettiva, basta associare a ogni punto
$P$ una tripletta $(x_1,x_2,x_3)$ tenendo conto di questa relazione:
\[
(x_1,x_2,x_3)=\alpha(x_1,x_2,x_3),\;\;\alpha\neq 0
\]
Ovvero, terne proporzionali individuano lo stesso punto.\\
$\alpha$ deve essere
diverso da zero, altrimenti tutti i punti sarebbero uguali a $(0,0,0)$ e
sempre per questo motivo il punto $(0,0,0)$ non e' incluso nel piano
proiettivo.\\
\textbf{Osservazione: } considerando $(x_1,x_2,x_3)\neq
\alpha(x_1,x_2,x_3)$ rientriamo nel classico spazio a 3 dimensioni. La
relazione tra il piano proiettivo e lo spazio e' la seguente: a ogni retta
dello spazio corrisponde un punto nel piano proiettivo, e a ogni piano
corrisponde una retta, vedi figura \ref{fig:P2R3}.
\begin{figure}[h]
	\begin{center}
		\includegraphics{fig/Proj_geom1}
	\end{center}
	\caption{Il piano proiettivo $\P^2$ e lo spazio $\mathbb{R}^3$}
	\label{fig:P2R3}
\end{figure}

Nel piano proiettivo un punto proprio e' un punto che ha la seguente proprieta':
\[(x_1, x_2, x_3)=(xx_3, yx_3, x_3)\] cioe' 
\[
\begin{cases}
	x_1=xx_3\\
	x_2=yx_3
\end{cases}
\]
I punti propri si caratterizzano nel modo seguente:
\[
P=(x_1,x_2,x_3) \textrm{ punto proprio}\;\Leftrightarrow \;x_3\neq 0
\]
di conseguenza
\[
P=(x_1,x_2,x_3)\textrm{ punto improprio}\;\Leftrightarrow\; x_3=0
\]

\subsubsection{Conversione di coordinate}
Ricordandoci la relazione di un punto proprio:
\[
\begin{cases}
	x_1=xx_3\\
	x_2=yx_3
\end{cases}
\]
possiamo passare dalle coordinate non omogenee di un punto a
quelle omogenee: se abbiamo $P\equiv (x,y)$, tutti i punti equivalenti a
$P$ in $\P^2$ sono $(kx,ky,k)$ al variare di $k$, quindi per convenienza
possiamo prendere $(x,y,1)$. Viceversa, per passare dalle omogenee alle non
omogenee, ci riconduciamo a $(x,y,1)$ e $(x,y)$ saranno le coordinate di $P$
in $\mathbb{R}^2$\\

Se vogliamo scrivere una retta $ax+by+c=0$ usando le coordinate omogenee,
bastera' usare le relazioni $x_1=xx_3, x_2=yx_3$, che con $x_3\neq 0$
equivalgono a \[
\begin{cases}
	x=\frac{x_1}{x_3}\\
	y=\frac{x_2}{x_3}
\end{cases}
\]
quindi abbiamo:
\[
ax+by+c=0\longrightarrow
a\frac{x_1}{x_3}+b\frac{x_2}{x_3}+c=0\Leftrightarrow ax_1+bx_2+cx_3=0
\]
l'ultima equazione, poiche' rappresenta una retta parallela a $ax+by+c=0$,  puo' essere riscritta come
\[
ax+by+ct=0
\]
con una certa costante $t$.\\

In generale, la regola pratica per convertire un'equazione non omogenea in una
omogenea e': moltiplicare ogni monomio dell'equazione per una costante $t^c$,
in modo tale da ottenere monomi che hanno tutti lo stesso grado, ad esempio:
\[
x^3+3x^2y-y^2+2x-y+1=0\;\longrightarrow \;x^3+3x^2y-y^2t+2xt^2-yt^2+t^3=0
\]
per il viceversa basta sostituire $t=1$.

\subsubsection{Punto improprio di una retta}
Il punto improprio associato ad una retta $ax+by+c=0$ e' $(-b, a, 0)$, o
equivalentemente $(b,-a,0)$.
\begin{prova}
\step{}{Dimostriamolo geometricamente}
\begin{prova}
	Data la retta $r:\;ax+by+c=0$, ogni sua retta parallela deve avere il
	suo punto improprio.\\
	Se consideriamo la retta parallella a $r$e passante per l'origine,
	cioe' $ax+by=0$, abbiamo che $(b,-a,0)$ e' una sua soluzione, cosi'
	come $(kb,-ka,0)$, al variare di $k$.
	\qed
\end{prova}
\step{}{Dimostriamolo analiticamente}
\begin{prova}
	Scriviamo la retta $r:\;ax+by+c=0$ in coordinate omogenee:
	$ax+by+ct=0$. Adesso basta trovare l'intersezione di $r$ con la retta
	impropria e quindi risolvere il sistema
	\[
	\begin{cases}
		ax+by+ct=0\\
		t=0
	\end{cases}
	\]
	dove $t=0$ e' l'equazione della retta impropria.
	\[
	\begin{cases}
		ax+by+ct=0\\
		t=0
	\end{cases}\;\Leftrightarrow \;	\begin{cases}
		ax+by=0\\
		t=0
	\end{cases}
	\]
	Risolvendo il sistema, troviamo le infinite soluzioni $(kb,-ka,0)$.
	\qed
\end{prova}
\end{prova}
Dal punto improprio $(b,-a,0)$ possiamo calcolare il coeff. angolare se $b\neq
0$: infatti, $(1, -\frac{a}{b}, 0 )$ individua lo stesso punto di $(b,-a,0)$,
e $-\frac{a}{b}$ e' il coeff. angolare.\\
La regola pratica per trovare il punto improprio di una curva consiste
nell'eliminare dalla sua equazione tutti i monomi che non hanno grado massimo,
ad esempio:
\begin{align*}
	&ax+by+t=0\;\longrightarrow \;ax+by=0\\
	&x^3+3x^2y-y^2+2x-y+1=0\;\longrightarrow \;x^3+3x^2y=0
\end{align*}
e trovare le soluzioni omogenee del tipo $(x,y,0)$, ad esempio:
\begin{align*}
	& ax+by=0\textrm{ e' soddisfatta da } (-b,a,0)\\
	&x^3+3x^2y=0\;\Rightarrow \;x^2(x+3y)=0\\
	&\qq \begin{cases}
		x^2=0\\
		t=0
	\end{cases}\lor \begin{cases}
		x=-3y\\
		t=0
	\end{cases}\\
	&\qq (0,k,0)=(0,1,0) \lor (-3h,h,0)=(-3,1,0)
\end{align*}
$Y_\infty\equiv (0,k,0)=(0,1,0)$ e' il punto improprio  dell'asse $y$\\
$X_\infty\equiv (k,0,0)=(1,0,0)$ e' il punto improprio  dell'asse $x$\\
$O_\infty\equiv (0,0,k)=(0,0,1)$ e' l'origine di coordinate omogenee.

\section{Coniche}
Una conica e' il luogo dei punti descritto da un'equazione di secondo grado a
due incognite:
\[
a_{11}x^2+a_{22}y^2+2a_{12}xy+2a_{13}x+2a_{23}y+a_{33}=0\;\;(1)
\]
la sua forma omogenea e'
\[
a_{11}x^2+a_{22}y^2+2a_{12}xy+2a_{13}xt+2a_{23}yt+a_{33}t^2=0\;\;(2)
\]

Sia 
\[
A=\begin{bmatrix}
	a_{11}&a_{12} & a_{13}\\
	a_{12}&a_{22} & a_{23}\\
	a_{13}&a_{23} & a_{33}\\
\end{bmatrix}
\]
una matrice simmetrica, cioe' $a_{ij}=a_{ji}$. Poniamo 
\[
X=\begin{bmatrix}
	x\\y\\1
\end{bmatrix},\;\;Y=\begin{bmatrix}
	x\\y\\t
\end{bmatrix}
\]
allora
\[
(\TR X)AX=0\;\Leftrightarrow \;(1)
\]
e
\[
(\TR Y)AY=0\;\Leftrightarrow \;(2)
\]
\subsubsection{Tipi di coniche}
Distinguiamo 6 diversi tipi di coniche:
\begin{enumerate}
	\item Le ellissi, come ad esempio $x^2+y^2-2x+2y-1=0$
	\item Le parabole, $x^2-y=0$
	\item Le iperboole, $x^2-y^2=1$
\end{enumerate}
questi primi quattro si chiamano \emph{coniche non spezzate}, perche' i
polinomi che le generano sono irriducibili.
\begin{enumerate}
	\item Unione di due rette distinte, ad esempio
		\[
		x^2-y^2+2y-1=0\;\Leftrightarrow
		\;x^2-(y-1)^2=0\;\Leftrightarrow
		\;\underbrace{(x-(y-1))}_{\textrm{retta }
		r}\underbrace{(x+(y-1))}_{\textrm{retta } s}=0
		\]
	\item Unione di due rette coincidenti:
		\[
		(x+y+1)^2=0
		\]
	\item Unione di due rette immaginarie coniugate:
		\[
		x^2+4y^2=0;\Leftrightarrow \;(x-2iy)(x+2iy)=0
		\]
		Nota: l'intersezione di due rette immaginarie e' un punto
		reale.
\end{enumerate}
\subsubsection{Retta $\cap$ Conica}
I punti di intersezione tra una retta e una conica sono i punti che risolvono
il seguente sistema:
\[
\begin{cases}
	(\TR X)AX=0\\
	X=\lambda X_0+\mu X_1
\end{cases}
\]
dove la prima equazione e' quella di una conica e la seconda quella di una
retta (vedi \ref{equrettaparam}). Possono essere sia in coordinate omogenea
che in coordinate non omogenea.
\label{intrettaconica}
Risolviamo il sistema nelle incognite $\lambda,\mu$:\begin{align*}
	&\begin{cases}
		(\TR X)AX=0\\
		X=\lambda X_0+\mu X_1
	\end{cases}\;\Leftrightarrow \;\begin{cases}
		\TR(\lambda X_0+\mu X_1)A(\lambda X_0+\mu X_1)=0\\
		X=\lambda X_0+\mu X_1
	\end{cases} \;\Leftrightarrow \\
	&\begin{cases}
		\lambda \TR X_0 A \lambda X_0+
		\lambda \TR X_0 A \mu X_1 +
		\mu \TR X_1 A \lambda X_0 +
		\mu \TR X_1 A \mu X_1=0\\
		X=\lambda X_0+\mu X_1
	\end{cases} \;\Leftrightarrow \\
	&\begin{cases}
		\lambda^2 (\TR X_0 A X_0) +
		\mu^2 (\TR X_1 A X_1)+ 
			\lambda\mu (\TR X_0 AX_1) +
		\lambda\mu (\TR X_1AX_0) =0\\
		X=\lambda X_0+\mu X_1
	\end{cases}\\
	&\TR(\TR X_0 AX_1)=\TR X_1 \TR A X_0=\TR X_1AX_0\;\textrm{ [$A$ e' una
	mat. sym]}\\
	&\TR(\TR X_0 AX_1)=(\TR X_0 AX_1)\;\textrm{ [perche' $(\TR X_0 AX_1)$
	e' una mat. 1x1]}\\
	&\qq \Rightarrow \;\TR X_0 AX_1=\TR X_1AX_0\\
	&\begin{cases}
		\lambda^2 (\TR X_0 A X_0) + \mu^2 (\TR X_1 A X_1)+ 2\lambda\mu (\TR X_0 AX_1) =0 \;\;(1)\\
		X=\lambda X_0+\mu X_1\;\;(2)
	\end{cases}
\end{align*}
Dall'equazione $(1)$, al variare di $\mu$, possiamo ricavarci $\lambda$ e
sostiturla in $(2)$, ricavando cosi' i punti d'intersezione $X$. Quindi, se
consideriamo $\lambda$ come incognita, $(1)$ diventa un'equazione di secondo
grado e nascono tre casi:
\case{
$\Delta>0$
} Allora la conica si interseca con la retta in due punti reali e distinti.
\case{
$\Delta=0$
} Allora la conica si interseca con la retta in due punti reali e coincidenti.
\case{
$\Delta<0$
} In questo caso si intersecano in due punti immaginari e coniugati.
\\
Si puo' anche verificare un caso in cui risolvendo il sistema si ottiene
un'identita', come ad esempio:
\[
\begin{cases}
	x^3-y^3=0\\
	x-y=0
\end{cases}\;\Leftrightarrow \;
\begin{cases}
	&0=0\\
	&x=y
\end{cases}
\]
In questo caso, tutti i punti che soddisfano la retta $x=y$ soddifano la curva
$x^3-y^3$, in altre parole tutta la retta e' contenuta nella curva.
\begin{thm}
	Data una conica $\Gamma$ e una retta $r$, si ha 
	\[
	r\cap \Gamma=r\;\;\lor  \;\;r\cap \Gamma=\textrm{2 punti}
	\]
\end{thm}
\begin{cor}
	Se $\Gamma$ non e' spezzata$\;\Rightarrow  \;r\cap
	\Gamma=\textrm{2 punti}$
\end{cor}
\begin{defn}
	\label{deftg}
	Definizione di retta $r$, tangente a una conica $\Gamma$, non
	spezzata, in un punto
	$P_0$:
	\[
	\textrm{$r$ e' tangente a $\Gamma$ in $P_0$}\;\Leftrightarrow \;
	r\cap \Gamma=\{P_0,P_0\}
	\]
	Cioe' se $r$ incontra $\Gamma$ in un punto ``contato due volte''.\\
	La tangente a una conica in un punto improprio si chiama
	\emph{asintoto}
\end{defn}
\subsubsection{Classi di coniche}
Data la conica $\Gamma$, non spezzata
\begin{align*}
	&\Gamma\equiv \textrm{ellisse}\;\Leftrightarrow \;\Gamma\cap r_\infty
	= \textrm{2 punti immaginari coniugati}\\
	&\Gamma\equiv \textrm{iperbole}\;\Leftrightarrow \;\Gamma\cap
	r_\infty=\textrm{2 punti reali e distinti}\\
	&\Gamma\equiv \textrm{parabola}\;\Leftrightarrow \;\Gamma\cap r_\infty
	= \textrm{2 punti reali coincidenti}
\end{align*}
Se i due punti impropri dell'iperbole individuano rette perpendicolari tra
loro, allora l'iperbole e' equilatera.
\begin{enumerate}
	\item Data una parabola $\piano$, $\exists \textrm{ una retta }r $ detta
		direttrice, $\exists \textrm{un punto proprio} F,\;F\notin r $
		detto fuoco tale che:
		\[
		P\in \piano, \textrm{ proprio}\;\Leftrightarrow \;
		\overline{PF}=\overline{Pr}
		\]
	\item Data un'ellisse $\mathcal{E}$, $\exists \textrm{ i punti } F_1,F_2$, chiamati
		fuochi tale che:
		\[
		P\in \mathcal{E}, \textrm{ proprio}\;\Leftrightarrow \;
		\overline{PF_1}+\overline{PF_2}=k
		\]
	      Se $F_1=F_2$ allora si avra' un cerchio.
      \item Data un'iperbole $\mathcal{I}$, $\exists \textrm{ i punti }
	      F_1,F_2$, chiamati fuochi tale che:
	      \[
	      P\in \mathcal{I}, \textrm{ proprio}\;\Leftrightarrow \;
	      |\overline{PF_1}-\overline{PF_2}|=k
	      \]
\end{enumerate}
Data la conica $\Gamma$ spezzata
\begin{align*}
	&\Gamma\equiv \textrm{due rette immaginarie distinte}\;\Leftrightarrow \;\Gamma\cap r_\infty
	= \textrm{2 punti immaginari coniugati}\\
	&\Gamma\equiv \textrm{due rette reali distinte}\;\Leftrightarrow \;\Gamma\cap
	r_\infty=\textrm{2 punti reali e distinti}\\
	&\Gamma\equiv \textrm{due rette reali coincidenti}\;\Leftrightarrow \;\Gamma\cap r_\infty
	= \textrm{2 punti reali coincidenti}
\end{align*}
\subsection{Equazioni ridotte e invarianti}
\begin{thm}
\label{thmsis}
Data una conica \[\Gamma: \; 
a_{11}x^2+a_{22}y^2+2a_{12}xy+2a_{13}x+2a_{23}y+a_{33}=0
\] 
esiste almeno un sistema di riferimento $X\Omega Y$ rispetto al quale $\Gamma$
si puo' scrivere in una delle seguenti forme:
\begin{align*}
	&\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}=0\\
	&\alpha_{11}X^2+2\alpha_{23}Y=0\\
\end{align*}
\end{thm}
\begin{thm}
Data una conica \[\Gamma: \; 
a_{11}x^2+a_{22}y^2+2a_{12}xy+2a_{13}x+2a_{23}y+a_{33}=0
\] 
\[
A=\begin{bmatrix}
	a_{11}&a_{12} & a_{13}\\
	a_{12}&a_{22} & a_{23}\\
	a_{13}&a_{23} & a_{33}\\
\end{bmatrix}
\]
in qualsiasi sistema di riferimento $X\Omega Y$, le seguenti caratteristiche
dell'equazione restano invariate:
\begin{enumerate}
	\item $r(A)$, la caratteristica di $A$.
	\item $\det A$ .
	\item $A_{33}=\begin{vmatrix}
			a_{11}&a_{12}\\
			a_{12}&a_{22}
		\end{vmatrix}$, il complemento algebrico di posto $(3,3)$.
	\item $I=a_{11}+a_{22}$, la somma dei primi due elementi della
		diagonale principale di $A$.
\end{enumerate}
\end{thm}
\begin{thm}
	Proprieta' dell'$A_{33}$:
	\begin{itemize}
		\item $A_{33} >0\;\Rightarrow \;\Gamma $ ha 2 punti impropri
			immaginari e coniugati, ovvero puo' essere o l'unione
			di due rette immaginarie distinte oppure un ellisse
		\item $A_{33} <0\;\Rightarrow \;\Gamma $ ha 2 punti impropri
			reali e distinti, ovvero puo' essere o l'unione di due rette reali
			distinte oppure un iperbole
		\item $A_{33} = 0\;\Rightarrow \;\Gamma$ ha 2 punti impropri
			reali e coincidenti, ovvero puo' essere l'unione di
			due rette reali coincidenti oppure una parabola;
			oppure $r_\infty \subseteq \Gamma$.
	\end{itemize}
\end{thm}
\begin{prova}
	\pf
	Per il thm \ref{thmsis}, possiamo scrivere qualsiasi conica in una
	delle seguenti forme:
	\begin{align*}
		&\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}=0\\
		&\alpha_{11}X^2+2\alpha_{23}Y=0\\
	\end{align*}
	Limitiamoci al primo caso. Abbiamo che 
	\[
	A=\begin{pmatrix} \alpha_{11}&0&0\\ 0&\alpha_{22}&0\\ 0&0&\alpha_{33} \end{pmatrix}
	\]
	e quindi
	\[
	A_{33}=
	\begin{vmatrix} \alpha_{11}&0\\
		0&\alpha_{22}
	\end{vmatrix}
	\]

	\step{}{Dim per $A_{33} >0$}
	\begin{prova}
		Se $A_{33} >0$ allora $\alpha_{11}\alpha_{22}>0$, quindi
		$\alpha_{11}$  e $\alpha_{22}$ sono concordi.
		Consideriamo l'intersezione $r_\infty \cap \Gamma$, in
		coordinate omogenee:
		\[
		\begin{cases}
			\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}t=0\\
			t=0
		\end{cases}\;\Leftrightarrow \;
		\begin{cases}
			\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2=0\;\;\;(1)\\
			t=0
		\end{cases}
		\]
		Poiche'  $\alpha_{11}$  e $\alpha_{22}$ sono concordi, $(1)$
		e' somma di quadrati e quindi e' irriducibile. Questo
		significa che le soluzioni sono immaginarie e coniugate.
		\qed
	\end{prova}
	\step{}{Dim per $A_{33} <0$}
	\begin{prova}
		Rifacendo lo stesso ragionamento di prima, notiamo che
		$\alpha_{11}$  e $\alpha_{22}$ sono discordi,  e quindi 
		$\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2$ diventa una differenza di
		quadrati, ovvero $\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2$ e' riducibile
		in $R[x,y]$ e quindi la $(1)$ ha due soluzioni reali e
		distinte.
		\qed
	\end{prova}
	\step{}{Dim per $A_{33} =0$}
	\begin{prova}
		$\alpha_{11}\alpha_{22}=0$. Distinguiamo i vari casi:
		\case{
		$\alpha_{11}=\alpha_{22}=0$
		} il sistema diventa 
		\[
		\begin{cases}
			0=0\\
			t=0
		\end{cases}
		\]
		e quindi $r_\infty \subseteq \Gamma$
		\qed
		\case{
		 $\alpha_{11}=0,\;\;\alpha_{22}\neq 0$
		} il sistema diventa
		\[
		\begin{cases}
			Y^2=0\\
			t=0
		\end{cases}
		\]
		Le soluzioni sono quindi: $(x,0,0),\;(x,0,0)$. Ovvero due
		punti reali e coincidenti.
		\case{
		$\alpha_{11}\neq 0,\;\;\alpha_{22}= 0$
		} e' analogo a quello di sopra.
	\end{prova}
	Se, invece, la conica e' della forma
	\[
		\alpha_{11}X^2+2\alpha_{23}Y=0
	\]
	allora
	\[
	A=\begin{pmatrix} 
		\alpha_{11}&0&0\\
		0&0&\alpha_{23}\\
		0&\alpha_{32}&0
	\end{pmatrix},\;\;\alpha_{32}=\alpha_{23}
	\]
	e quindi
	\[
	A_{33}=
	\begin{vmatrix} \alpha_{11}&0\\
			0&0
	\end{vmatrix}
	\]
	\begin{prova}
		\pf
		poiche' $A_{33}$ ha det uguale a zero, dobbiamo considerare
		solo un caso.
		\step{}{Dim $A_{33}=0$}
		\begin{prova}
			\case{$\alpha_{11}=0$ }
			allora il sistema d'intersezione con $r_\infty $
			diventa:
			\[
			\begin{cases}
				0=0\\
				t=0
			\end{cases}
			\]
			e quindi $r_\infty \subseteq \Gamma$
			\case{
			$\alpha_{11}\neq 0$
			} il sistema diventa
			\[
			\begin{cases}
				\alpha_{11}X^2+\alpha_{23}Yt=0\\
				t=0
			\end{cases}\;\Leftrightarrow \;\begin{cases}
				X^2=0\\
				t=0
			\end{cases} 
			\]
			e quindi abbiamo due sol. reali e distinte.
			\qed
		\end{prova}
	\end{prova}
\end{prova}
\begin{cor}
	\label{cornonspezz}
	Se $\Gamma$ non e' spezzata,
	\begin{itemize}
		\item $A_{33} >0\;\Rightarrow \;\Gamma $ e' un ellisse.
		\item $A_{33} <0\;\Rightarrow \;\Gamma $ e' un iperbole.
		\item $A_{33} = 0\;\Rightarrow \;\Gamma$ e' una parabola.
	\end{itemize}
\end{cor}
\begin{thm}
	$I=0\;\Rightarrow \;r_\infty \subseteq \Gamma\;\lor \;\Gamma $ ha due
	punti impropri reali e distinti che individuano rette $\perp$ tra
	loro.
\end{thm}
\begin{prova}
	\pf
	\begin{prova}
	Per il thm \ref{thmsis}, possiamo scrivere qualsiasi conica in una
	delle seguenti forme:
	\begin{align*}
		&\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}=0\;\;\;(1)\\
		&\alpha_{11}X^2+2\alpha_{23}Y=0\;\;\;(2)\\
	\end{align*}
	\case{
	$(1)$ } abbiamo che
	\[
	A=\begin{pmatrix} 
		\alpha_{11}&0&0\\
		0&\alpha_{22}&0\\
		0&0&\alpha_{33}
	\end{pmatrix}
	\]
	e quindi $I=\alpha_{11}+\alpha_{22}$. Per Hp $I=0$, allora
		$\alpha_{11}=-\alpha_{22}$. Consideriamo $r_\infty \cap \Gamma$:
		\[
		\begin{cases}
			\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}t^2=0\\
			t=0
		\end{cases}
		\]
		Se $\alpha_{11}=-\alpha_{22}=0$ allora $r_\infty \subseteq \Gamma$,
		altrimenti se $\alpha_{11}=-\alpha_{22}\neq 0$
		abbiamo
		\[
		\begin{cases}
			\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}t^2=0\\
			t=0
		\end{cases}\;\Leftrightarrow \;
		\begin{cases}
			X^2-Y^2+\frac{\alpha_{33}}{\alpha_{11}}t^2=0\\
			t=0
		\end{cases}\;\Leftrightarrow \;
		\begin{cases}
			X^2-Y^2=0\;\Leftrightarrow \;(x-y)(x+y)=0\\
			t=0
		\end{cases}
		\]
		le soluzioni sono $(x,x,0),\;\;(x,-x,0)$ che sono la stessa
		cosa di $(1,1,0),\;\;(1,-1,0)$. Qquindi abbiamo due punti
		impropri reali e perpendicolari fra loro (perche' $(m=1)\cdot (m'=-1)=-1$)
		\case{
		$(2)$
		} siamo in questa situazione:
		\[
			A=\begin{pmatrix} 
				\alpha_{11}&0&0\\
				0&0&\alpha_{23}\\
				0&\alpha_{32}&0
			\end{pmatrix},\;\;\alpha_{32}=\alpha_{23}
		\] e quindi $I=\alpha_{11}=0$, allora $r_\infty \cap \Gamma$ e':
		\[
		\begin{cases}
			2\alpha_{23}Yt=0\\
			t=0
		\end{cases}\;\Leftrightarrow \;\begin{cases}
			0=0\\
			t=0
		\end{cases}
		\]
		quindi $r_\infty \subseteq \Gamma$
		\qed
	\end{prova}
\end{prova}
\begin{cor}
	Se $\Gamma$ non e' spezzata, $I=0\;\Rightarrow \;\Gamma $ e' una
	iperbole equilatera.
\end{cor}
\begin{thm}
	Sia $r(A)$ il rango della matrice simmetrica $A$ della conica $\Gamma$, allora
	\begin{itemize}
		\item $r(A)=1\;\Leftrightarrow \;$ la conica si spezza in due rette coincidenti
		\item $r(A)=2\;\Leftrightarrow  \;$ la conica si spezza in due rette distinte
		\item $r(A)=3\;\Leftrightarrow  \;$ la conica non si spezza
	\end{itemize}
\end{thm}
\begin{prova}
	\pf
	\step{}{$r(A)=1\Rightarrow \Gamma=r=s$}
	\begin{prova}
		\case{
		la conica e' nella forma
		$\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}=0$}
	
	Abbiamo che 
	\[
	A=\begin{pmatrix} \alpha_{11}&0&0\\ 0&\alpha_{22}&0\\ 0&0&\alpha_{33} \end{pmatrix}
	\]
	$A$ e' una matrice ridotta, dato che tutti i suoi elementi sono speciali. 
	Poiche' $r(A)$ e' il numero di elementi speciali, e per Hp $r(A)=1$,
	almeno due elementi devono essere nulli. Quindi le tre possibili
	equazioni sono:
	\[
	X^2=0\;\lor \;Y^2=0\;\lor \;t^2=0
	\]
	in ogni caso abbiamo che $\Gamma$ si spezza in due rette coincidenti.
	\case{
	la conica e' nella forma $\alpha_{11}X^2+2\alpha_{23}Y=0$
	}
		\[
	A=\begin{pmatrix} 
		\alpha_{11}&0&0\\
		0&0&\alpha_{23}\\
		0&\alpha_{32}&0
	\end{pmatrix},\;\;\alpha_{32}=\alpha_{23}
	\]
	Poiche' $\alpha_{32}=\alpha_{23}$ e poiche' due elementi speciali
	devono essere nulli (dato che $r(A)=1$), l'unica possibilita' e' che
	sia $\alpha_{32}=\alpha_{23}=0$, quindi l'equazione diventa
	$X^2=0$. In conclusione, anche in questo caso abbiamo due rette
	coincidenti.
	\qed
	\end{prova}
	\step{}{$r(A)=2\Rightarrow \Gamma \textrm{ si spezza in } r\neq s$}
	\begin{prova}
		Se la conica e' nella prima forma, un elemento speciale di $A$
		deve essere nullo e quindi un termine di
		$\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}=0$ deve essere
		nullo. In ogni caso, l'equazione diventa o somma o differenza
		di quadrati e quindi la conica si spezza in due rette distinte
		(che possono essere o immaginarie o reali).\\
		Se invece la conica e' nella forma
		$\alpha_{11}X^2+2\alpha_{23}Y=0$, $A$ e' 
		\[
 A=\begin{pmatrix} 
                \alpha_{11}&0&0\\
                0&0&\alpha_{23}\\
                0&\alpha_{32}&0
        \end{pmatrix},\;\;\alpha_{32}=\alpha_{23}
		\]
		poiche' $\alpha_{32}=\alpha_{23}$ e $r(A)=2$, l'unica possibilita' che
		rimane e' $\alpha_{11}=0$, quindi abbiamo
		\[
		\begin{cases}
			2\alpha_{23}Yt=0\\
			t=0
		\end{cases}\;\Leftrightarrow \;\begin{cases}
			Yt=0\;\Leftrightarrow \;(Y=0 \lor t=0)\\
			t=0
		\end{cases}
		\]
		e quindi si spezza nell'unione della retta impropria e
		dell'asse $X$
		\qed
	\end{prova}
	Adesso dimostriamo il viceversa dei casi fin'ora considerati, cosi',
	per esclusione, dimostreremo automaticamente $r(A)=3$.
	\step{}{Dim $r(A)=1\Leftarrow  \Gamma=r=s$}
	\begin{prova}
		Abbiamo due rette coincidenti $r,s$ in cui $\Gamma$ e'
		spezzata. Prendiamo la retta $r$ e una qualsiasi sua
		perpendicolare. A partire da questo nuovo sistema di
		riferimento scriviamo l'equazione della conica:
		\[
		Y^2=0
		\]
		allora
		\[
		A=\begin{pmatrix}
			0&0&0\\
			0&1&0\\
			0&0&0
		\end{pmatrix}
		\]
		e quindi $r(A)=1$. Poiche' $r(A)$ e' un invariante, questo
		vale per tutti i sistemi di riferimento.\\
		Se le due rette coincidenti sono $r_\infty \equiv r_\infty $,
		allora abbiamo $t^2=0$ e quindi
		\[
			A=\begin{pmatrix}
			0&0&0\\
			0&0&0\\
			0&0&1
		\end{pmatrix}
		\]
		\qed
	\end{prova}
	\step{}{Dim $r(A)=2\Leftarrow \Gamma \textrm{ si spezza in } r\neq s$}
	\begin{prova}
		Distinguiamo tre casi
		\case{
		$r=r_\infty$
		} Consideriamo $s$ come l'asse $X$ e prendendo un suo punto
		qualsiasi, costruiamo l'asse $Y$. In questo nuovo sistema di
		riferimento l'equazione di $\Gamma$ diventa:
		\[
		Yt=0
		\]
		Quindi
		\[
		A=\begin{pmatrix}
			0&0&0\\
			0&0&\frac{1}{2}\\
			0&\frac{1}{2}&0
		\end{pmatrix}
		\;\Rightarrow \;r(A)=2
		\]
		\case{
		$r\neq s,\;\;r\parallel s$
		} Costruiamo la retta equidistante da $r$ e da $s$ e
		chiamiamola $X$. Scegliendo un qualsiasi punto di $X$
		costruiamo l'asse $Y$. In questo nuovo sistema di riferimento
		l'equazione di $r$ e' $Y=-k$ e di $s:\;Y=k$, quindi l'equ di
		$\Gamma$: 
		\[
		(Y-k)(Y+k)=Y^2-k^2=0
		\]
		e quindi
		\[
		A=\begin{pmatrix}
			0&0&0\\
			0&1&0\\
			0&0&-k^2
		\end{pmatrix} \;\Rightarrow \;r(A)=2
		\]
		\case{
		$r$ incidente a $s$
		} Prendiamo le bisettrici di entrambe le rette, una la usiamo
		come $X$ e l'altra come $Y$. L'equazione di $r$ diventa allora
		$Y=mX$ mentre quella di $s:\;Y=-mX$, quindi \[
		\Gamma:\;\;(Y-mX)(Y+mX)=Y^2-m^2X^2=0
		\]
		e quindi
		\[
		A=\begin{pmatrix}
			-m^2&0&0\\
			0&1&0\\
			0&0&0
		\end{pmatrix}\;\Rightarrow \;r(A)=2
		\]
		\qed
	\end{prova}
	Poiche' abbiamo visto che 
	\begin{itemize}
		\item $r(A)=1\;\Leftrightarrow \;$ la conica si spezza in due rette coincidenti
		\item $r(A)=2\;\Leftrightarrow \;$ la conica si spezza in due rette distinte
	\end{itemize}
	per esclusione otteniamo: $r(A)=3\;\Leftrightarrow \;$ la conica non si spezza
\end{prova}
\begin{cor}
	Poiche' $r(A)=3\;\Leftrightarrow \;|A|\neq 0$, per il cor
	\ref{cornonspezz} si ha
	\begin{itemize}
		\item $|A|\neq 0\;\land \; A_{33} >0\;\Rightarrow \;\Gamma $ e' un ellisse.
		\item $|A|\neq 0\;\land \; A_{33} <0\;\Rightarrow \;\Gamma $ e' un iperbole.
		\item $|A|\neq 0\;\land \; A_{33} = 0\;\Rightarrow \;\Gamma$ e' una parabola.
	\end{itemize}
\end{cor}
\subsection{Equazione retta tangente}
In \ref{deftg} abbiamo dato la def. di retta tangente a una conica. Adesso
troviamo la sua equazione. Data la conica $\Gamma:\;\;\TR XAX=0$, non
spezzata, e preso un
$P_0\in\Gamma$, l'equazione della tangente a $\Gamma$ in $P_0$ e'
\[
\TR X_0 A X=0
\]
\begin{prova}
	\pf
	\begin{prova}
	Dapprima individiamo una caratterizzazione delle rette
	tangenti a $\Gamma$. Data una retta $r$ passante per $P_0$ e $P_1$:
	\[
	r\textrm{ tg a $\Gamma$ in $P_0$ }\;\Leftrightarrow \;
	\TR X_0 A X_1=0
	\]
	dove $X_1$ sono le coordinate omogenee di $P_1$ e $ X_0 A X_1$ e' un
	numero.
	\begin{prova}
		\pf
		\step{}{Dim $\Rightarrow $}
		\begin{prova}
		L'equazione di $r$, in forma compatta, e' $X=\lambda X_0+\mu
		X_1$, scrivendo il sistema per trovare i punti d'intersezione
		$\Gamma \cap r$, cosi' come abbiamo fatto in
		\ref{intrettaconica}, otteniamo: 
		\[
		\begin{cases}
		\lambda^2 (\TR X_0 A X_0) + \mu^2 (\TR X_1 A X_1)+ 2\lambda\mu (\TR X_0 AX_1) =0 \;\;(1)\\
		X=\lambda X_0+\mu X_1\;\;
	\end{cases}
		\]
		Poiche' $P_0\in \Gamma$, si ha $\TR X_0 A X_0=0$:
		\[\begin{cases}
			\mu (\mu \TR X_1 A X_1+ \TR X_0 AX_1)=0 \\
			X=\lambda X_0+\mu X_1\;\;
		\end{cases}\;\Rightarrow \;\mu_1=0\;\lor
		\;\mu_2=\frac{-\TR X_0 AX_1}{\TR X_1 A X_1}\]
		Nota: $\TR X_1 A X_1\neq 0$, infatti, se per assurdo lo fosse,
		allora $P_1\in \Gamma \cap r$, ma questo e' assurdo perche'
		$r$, essendo tangente, e' tale che $r\cap
		\Gamma=\{P_0,P_0\}$.\\
		Sostituendo $\mu=\mu_1=0$ in $ X=\lambda X_0+\mu X_1$
		ritroviamo $X=\lambda X_0=P_0$. Poiche', per Hp, $r$ e' tg $\mu$ deve individuare lo stesso
		punto, e quindi anche $\mu_2$ deve individuare $P_0$, cioe'
		\[
		\mu_1=\mu_2=0\;\Leftrightarrow \;\frac{-\TR X_0 AX_1}{\TR X_1
		A X_1}=0\;\Rightarrow \;\TR X_0 AX_1=0
		\]
	\end{prova}
	\step{}{Dim $\Leftarrow $}
	\begin{prova}
		Per Hp $(\TR X_0 AX_1)=0$, quindi sostituendo
		nell'intersezione $r\cap \Gamma$ otteniamo:
		\[
		\begin{cases}
			\lambda^2 (\TR X_0 A X_0) + \mu^2 (\TR X_1 A X_1)=0 \\
			X=\lambda X_0+\mu X_1\;\;
		\end{cases}
		\]
		Poiche' $P_0\in \Gamma$, si ha $\TR X_0 A X_0=0$:
		\[
			\begin{cases}
			\mu^2 (\TR X_1 A X_1)=0 \\
			X=\lambda X_0+\mu X_1\;\;
		\end{cases}\;\Rightarrow \;\mu_1=\mu_2=0\;\Rightarrow
		\;X=\lambda X_0=P_0
		\]
		Ovvero $r\cap \Gamma=\{P_0,P_0\}$
	\end{prova}
	\end{prova}

	\begin{prova}
		Adesso facciamo vedere che prendendo una retta $s$ passante per
		$P_0$ della forma $s:\;\;\TR X_0 A X=0$, si ha che
		\[
		\TR X_0 AX_1=0\;\Leftrightarrow \;r=s
		\]
		\begin{prova}
			\pf\step{}{Dim $\Rightarrow $}
			\begin{prova}
				Per le nostre Hp iniziali, $P_0,P_1\in
				r,\;\;P_0\in s$\\
				Inoltre $\TR X_0 AX_1=0\;\Leftrightarrow
				\;P_1\in s$. Quindi, $r,s$ sono due rette che
				passano per gli stessi due punti, cioe'
				coincidono.	
			\end{prova}
			\step{}{Dim $\Leftarrow $}
			\begin{prova}
				$P_0,P_1\in r=s\;\Rightarrow
				\;P_1\in s\;\Rightarrow \;\TR X_0 AX_1=0$
			\end{prova}
		\end{prova}
	\end{prova}
	Ricapitolando tutto abbiamo:
	\[
    r\textrm{ tg a $\Gamma$ in $P_0$ }\;\Leftrightarrow \; \TR X_0 A
    X_1=0\;\Leftrightarrow \;r=s
	\]
	Se quindi $t$ e' la retta tangente, avra' allora la stessa equazione di $s$, cioe':
	\[
	t:\;\;\TR X_0 A X=0
	\]
\qed
	\end{prova}
\end{prova}
\begin{prop}
	Data la conica 
	\[
a_{11}x^2+a_{22}y^2+2a_{12}xy+2a_{13}x+2a_{23}y=0\]
passante per l'origine (cioe' con $a_{33}=0$),
la retta tangente a essa, passante per l'origine e' $a_{13}x+a_{23}y=0$
\end{prop}
\begin{prova}
	\pf
	\begin{prova}
		La $A$ della conica e':
		\[
	A=\begin{bmatrix}
	a_{11}&a_{12} & a_{13}\\
	a_{12}&a_{22} & a_{23}\\
	a_{13}&a_{23} & 0\\
\end{bmatrix}
		\]
		Per cio' che abbiamo detto, la retta tangente e' $\TR X_0 A
		X$, dove in questo caso $X_0=[0,0,1]$ (l'origine). Quindi
		\[
		\begin{pmatrix}
			0&0&1
		\end{pmatrix}
\begin{bmatrix}
	a_{11}&a_{12} & a_{13}\\
	a_{12}&a_{22} & a_{23}\\
	a_{13}&a_{23} & 0\\
\end{bmatrix}\begin{pmatrix}
	x\\y\\1
\end{pmatrix}=0\;\Leftrightarrow \;a_{13}x+a_{23}y=0
		\]
	\end{prova}
	\qed
\end{prova}
\subsection{Equazioni canoniche}
Data $\Gamma$ non spezzata, cioe' con $|A|\neq 0$, abbiamo:
\begin{align*}
	&\Gamma\equiv \textrm{ellisse o iperbole}\;\Rightarrow \;\textrm{ la
	sua forma ridotta e' di tipo (1)}\\
	&\Gamma\equiv \textrm{parabola}\;\Rightarrow \;\textrm{ la sua forma
	ridotta e' di tipo (2)}
\end{align*}
Le due forme ridotte sono (vedi \ref{thmsis}):
\begin{align*}
	&\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}=0\;\;(1)\\
	&\alpha_{11}X^2+2\alpha_{23}Y=0\;\;(2)\\
\end{align*}

\begin{prova}
	\pf\begin{prova}
		Data un'ellisse o un'iperbole $\I$, per definizione, $\I \cap
		r_\infty =\{P_0,P_1\},\;P_0\neq P_1$. L'unica equazione
		ridotta che messa a sistema con $t=0$ da' due punti distinti
		e' il tipo $(1)$. Questo perche' la $(1)$ puo' essere o
		differenza o somma di quadrati.\\
		Data una parabola $\piano$, per definizione,
		$\piano\cap r_\infty = \{P_0,P_0\}$. Allora, l'unica
		equazione che, a sistema con $t=0$, da' due punti coincidenti
		e' la $(2)$. Infatti:
		\[
		\begin{cases}
			\alpha_{11}X^2+2\alpha_{23}Yt=0\\
			t=0
		\end{cases}\;\Leftrightarrow \;\begin{cases}
			X^2=0\\t=0
		\end{cases}
		\]
	\end{prova}
\end{prova}
\subsubsection{Parabola}
Poiche' la forma ridotta della parabola e' $\alpha_{11}X^2+2\alpha_{23}Y=0$,
possiamo condurla a:
\[
\alpha_{11}X^2+2\alpha_{23}Y=0\;\Leftrightarrow
\;Y=-\frac{\alpha_{11}}{2\alpha_{23}}X^2\;\Leftrightarrow \;Y=aX^2
\]
Questa e' la sua forma canonica.\\
$Y=aX^2$ e' una parabola che 
\begin{enumerate}
	\item passa per l'origine\item ha $Y$ per asse di simmetria
	\item$F\equiv (0,\frac{1}{4a})$\item la sua direttrice e' $y=-\frac{1}{4a}$
\end{enumerate}
\subsubsection{Iperbole e ellisse}
Poiche' la forma ridotta dell'iperbole e dell'ellisse e'
$\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}=0$
possiamo condurla a:
\[
\alpha_{11}X^2+\alpha_{22}Y^2+\alpha_{33}=0\;\Leftrightarrow 
\;\frac{X^2}{\frac{-\alpha_{33}}{\alpha_{11}}}+
\;\frac{Y^2}{\frac{-\alpha_{33}}{\alpha_{2}}}=1\;\Leftrightarrow \;
\frac{X^2}{A}+\frac{Y^2}{B}=1
\]
\case{
$A,B>0$
}
possiamo ricondurla a 
\[
\frac{X^2}{a^2}+\frac{Y^2}{b^2}=1
\]
Questa e' la forma canonica dell'ellisse reale.
\case{
$A,B<0$
}
possiamo ricondurla a 
\[
\frac{X^2}{a^2}+\frac{Y^2}{b^2}=-1
\]
Questa e' la forma canonica dell'ellisse immaginaria (tutti i suoi punti sono
complessi).
\case{
$A>0,B<0\;\;\lor \;\;A<0,B>0$
}
possiamo ricondurla a 
\[
\frac{X^2}{a^2}-\frac{Y^2}{b^2}=1\;\;\textrm{ o ad
}\;\;-\frac{X^2}{a^2}+\frac{Y^2}{b^2}=1
\]
Questa e' la forma canonica di un iperbole. La differenza tra le due e' che la
seconda e' espressa nel sistema di riferimento in cui l'asse $X$ e' stato
sostituito da $Y$ e viceversa.\\
\newline
\textbf{Proprieta' dell'iperbole canonica: }\begin{enumerate}
	\item I punti impropri di un'iperbole sono \[
		\left\{\frac{X^2}{a^2}-\frac{Y^2}{b^2}-t=t=0\right\}=
		\left\{Y=\pm\frac{a}{b}X=t=0\right\}=
		\left\{(a,b,0),\;(a,-b,0)\right\}
		\]
	\item L'asse $X,Y$ sono di simmetria per l'iperbole canonica. $O$ e'
		il centro di simmetria.
	\item \begin{align*}
			&c=\sqrt{a^2+b^2}\\
			&F_1\equiv (c,0)\\
			&F_2\equiv (-c,0)
		\end{align*}
	\item Gli asintoti, che sono le rette tangenti nei punti impropri
		sono: $Y=\pm\frac{b}{a}X$\\
		Per ricavarli, basta usare la formula di retta tangente ($\TR
		X_0AX=0$) applicata a $(a,b,0),\;(a,-b,0)$, cioe'
		\[
		\begin{pmatrix}
			a&\pm b&0
		\end{pmatrix}\begin{pmatrix}
			\frac{1}{a^2}&0&0\\
			0&\frac{-1}{b^2}&0\\
			0&0&-1
		\end{pmatrix}
		\begin{pmatrix}
			x\\y\\1
		\end{pmatrix}=0\;\Leftrightarrow \;Y=\pm\frac{b}{a}X
		\]

\end{enumerate}
\textbf{Proprieta' dell'ellisse canonica: }\begin{enumerate}
	\item L'asse $X,Y$ sono di simmetria per l'iperbole canonica. $O$ e'
		il centro di simmetria.
	\item \case{ $a^2>b^2$ }
		\begin{align*}
			&c=\sqrt{a^2-b^2}\\
			&F_1\equiv (-c,0)\\
			&F_2\equiv (c,0)\\
		\end{align*}
		\case{ $b^2>a^2$ }
		\begin{align*}
			&c=\sqrt{b^2-a^2}\\
			&F_1\equiv (0,c)\\
			&F_2\equiv (0,-c)\\
		\end{align*}
\end{enumerate}
\subsection{Polarita'}
\ilabel{polare}
\ilabel{polarita'}
\ilabel{retta!polare}
\ilabel{punto!polare}
Data una conica non spezzata $\Gamma$, possiamo definire la seguente
applicazione biunivoca:
\[
\pi:\piano\longrightarrow \rette
\]
Dove $\piano$ e' il piano, e $\rette$ e' l'insieme di tutte le rette
del piano.
La legge e':
\[
\pi(P)=\left\{Q\in \piano\;|\;\TR PAQ=0\right\}
\]
In altre parole, a ogni punto $P$ viene associata la retta di equazione $\TR
PAX=0$, dove $A$ e' la matrice sym di $\Gamma$.\\
$\pi$ e' chiamata \emph{polarita'}\\
$\pi(P)=r$ e' chiamata \emph{retta polare} di $P$. $P$ e' chiamato polo di
$r$.
\step{}{Dimostriamo che $\pi$ e' biunivoca}
\begin{prova}
	\pf
	La biunivocita' di $\pi$ equivale a:
	\[
	\forall r \in \rette\;\exists! P\in\piano:\;\pi(P)=r
	\]
	\step{}{
	Prendiamo allora una retta $r:\;ax+by+c=0$ e verifichiamo se il
	sistema \[\{(x,y)\in \piano\;|\;ax+by+c=0\}=\pi(P)\], con incognite le coordinate di $P$, ammette una e una
	sola soluzione.
	}
	\pflet{$P=(x_0,y_0,t0)$}
	\begin{align*}
		&\pi(P):\;\TR PAX=0\;\Leftrightarrow \;(a_{11}x_0+ a12y0+a13t0)x+
				(a_{21}x_0+ a22y0+a23t0)y+
				(a_{31}x_0+ a32y0+a33t0)t\\
		&\{ax+by+c\}=\pi(P)\;\Leftrightarrow \;ax+by+c=\TR PAX\;\Leftrightarrow \;
		\begin{cases}
			a_{11}x_0+ a12y0+a13t0=a\\
			a_{21}x_0+ a22y0+a23t0=b\\
			a_{31}x_0+ a32y0+a33t0=c
		\end{cases}\\
		&\Gamma \textrm{ non spezzata}\;\Rightarrow \;|A|\neq
		0\;\Rightarrow \;\textrm{ per Cramer, il sistema ammette un
		unica soluzione}
	\end{align*}
	Nota: Il sistema non e' omogeneeo, perche' se per assurdo $a=b=c=0$,
	l'equazione $ax+by+c=0$ non rappresenterebbe nessuna retta. Inolte,
	poiche' la soluzione del sistema e' unica, non sara'
	$(0,0,0)$, che e' invece unica soluzione del sistema quadrato omogeneo.
\qed
\end{prova}
\begin{thm}
	\ilabel{teorema!della reciprocita'}
	\ilabel{reciprocita'}
	Teorema della reciprocita'.\\
	Dati $P_0,P_1\in \piano$
	\[
	P_0\in \pi(P_1)\;\Leftrightarrow \;P_1\in \pi(P_0)
	\]
\end{thm}
\begin{prova}
	\pf \step{}{Dim $\Leftrightarrow  $}
	\begin{prova}
		\begin{align*}
			&P_0\in \pi(P_1)\;\Leftrightarrow\;
			\TR P_1 A P_0=0\;\underbrace{\Leftrightarrow}_{(*)} \;\TR P_0 A P_1=0\;\Leftrightarrow \;P_1\in \{\TR P_0 A X =0\}\;\Leftrightarrow \;P_1\in \pi(P_0)
		\end{align*}
		Nota $(*)$\footnote{$(*)$ per quanto avevamo osservato in
		\ref{intrettaconica} si ha $\TR X_1 A X_0=\TR X_0AX_1$}.
	\end{prova}<++>
\end{prova}
%%%%%%%
\section{Appendice}
\printindex
\end{document}
